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La Venerabile |
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Una luce brilla nella Chiesa di oggi:
Carla Ronci: un Sì a Dio per il mondoVeniva da Torre Pedrera (Forlì), un paese della costa adriatica, dov’era nata l’11 aprile 1936. Si chiamava Carla Ronci. I suoi genitori gestivano un negozio di frutta e verdura.Compì gli studi elementari al suo paese. Poi, il lavoro in casa e in negozio, per qualche giorno alla settimana allieva di un corso di cucito.Fino a quattordici anni, una ragazza come tante altre. Un disco , un’orchestrina, un ballo, un film erano la sua gioia. Leggeva fumetti, fotoromanzi, libri gialli. Una vivacità in corpo esplosiva, sempre pronta a correre dove c’era da divertirsi. Ma un giorno…Era l’anno Santo 1950. Fuori faceva freddo. Carla vedeva ogni giorno le suore del paese, tempo bello o brutto che fosse, uscire per recarsi a messa, raccolte, buone, serene. Erano povere, servivano ammalati, anziani, bambini. Carla cominciò a chiedersi: “ Ma perché? Chi glielo fa fare? Perché sono così felici?”. Quella sera, appoggiata al davanzale della sua stanza, guardando fuori fu colpita da un fatto. "“Scorsi la sagoma di un volto e il sorriso di uno sguardo mai visto"” E' Carla che racconta: "“Nel cuore sentii un invito: ebbi orrore di me stessa. Voltandomi indietro vidi i miei quattordici anni senza vera gioia…”. L’indomani andò in chiesa mentre il parroco celebrava la S. Messa e Carla rivide il “volto” della sera prima: Gesù! Provò a pregare come sapeva e, tornata a casa, tentò i primi piani per una “vita nuova”, diversa. Gesù le parve come Colui che, Unico, meritava il dono della sua giovinezza e della sua vita. Si sbarazzò di tutto ciò che aveva cercato fino ad allora: non più balli frivoli, non più films sciocchi, basta col denaro usato solo per divertirsi. La mamma notò che Carla cambiava, era più buona in casa, più pronta al lavoro e al sacrificio. Gioiosa sempre, ma di una gioia nuova, più profonda, più vera. Andò a confessarsi. Si scelse un sacerdote che guidasse la sua anima. Aprì il suo cuore a Dio : sentiva che Lui solo è la Luce, la gioia, la vita. Iniziava in lei una divina inondazione d’amore. Gesù : Lui solo ! Continuò a lavorare in casa, nel negozio, ma domandò anche di poter dare un contributo in parrocchia, Si mise a disposizione delle attività pastorali. L’Azione Cattolica le aprì il suo campo di servizio. Leggeva libri di formazione alla fede e prima di tutto leggeva il Vangelo. Dopo qualche tempo era assistente delle bambine, poi delle aspiranti e infine delegata parrocchiale. Aveva scoperto Gesù come la gioia unica della vita. Le era venuta dentro una sete ardente di far del bene a tutti. Si avviava verso i venti anni ed era molto bella. Molti giovani la corteggiavano e lei era sensibile all’amore. Ma, ogni giorno di più, Gesù si faceva spazio in lei. Carla perciò rifiutò varie richieste di fidanzamento e desiderò vivere un “amore sponsale” con Gesù, divenendo una persona a Lui consacrata. Il cuore reclamava i suoi diritti, ma non le importava nulla: duemila anni prima Gesù aveva dato se stesso per lei sulla croce. E così con estrema decisione rifiutò ogni amore umano, perché Uno solo per lei era l’amore: Gesù Cristo, profondamente amato. Per questo cominciò a cercare quale fosse per lei la Volontà di Dio. Il confessore le permise di fare dei voti privati ai quali aggiunse un dettagliato programma di vita. Ma Carla non era ancora soddisfatta. Nell’ottobre del 1958 aveva aperto un laboratorio di taglio e cucito per ragazze. In quei giorni venne a conoscenza dell’Istituto secolare Ancelle Mater Misericordie: poteva essere una consacrata in un Istituto riconosciuto dalla Chiesa pur restando in famiglia, al suo lavoro e continuando ad impegnarsi in parrocchia. Finalmente aveva trovato la sua strada! Il 6 gennaio 1961 faceva domanda di entrare nell’Istituto e il 6 gennaio dell’anno seguente emetteva i primi voti, seguiti, nel 1963, da quelli perpetui. Ora Carla apparteneva a Gesù solo. Insieme ai voti, affidava alla Madonna la sua vita, il suo apostolato, tutto, nello spirito di San Luigi Maria di Monfort, come è nella regola dell’Istituto Secolare da lei scelto. Da allora non ebbe altro sogno che quello di farsi santa, di prolungare Gesù in se stessa, di portare Gesù al mondo, di spendersi tutta per la santificazione dei sacerdoti. La sua vocazione : l’amoreLe sue attività non cambiarono all’esterno, ma Carla diventava sempre più ardente di amore. Scriveva. “ Io devo farmi santa, altrimenti fallisco la mia vocazione di anima consacrata. Il mio compito è quello di portare Gesù al mondo. Io devo essere per il mondo un richiamo. Il mondo vuole vedere Gesù in noi”. Aveva deciso di pregare e di offrire molto, tutta se stessa, per i sacerdoti ai quali, con coraggio e umiltà, faceva arrivare inviti fortissimi alla santità. E Dio accettava l’offerta generosa. L’aiuto per tante anime giungeva, ma Carla soffriva prove, aridità, buio dello spirito. Per qualche tempo si spostava in Vespa, poi riuscì ad avere la sua Cinquecento. Nessuno poteva più fermarla nelle iniziative di apostolato, specialmente tra i giovani. Sempre bella, elegante e dolcissima: tutto in lei ispirava gioia e pienezza di vita: irradiava Cristo! Per Lui era sempre pronta a lavorare senza voler sentire la stanchezza. Furono quelli anni in cui moltiplicava energie e talenti per lo Sposo che amava e del cui amore mai dubitava. All’inizio del 1970 Carla appariva sfinita. Seguirono i primi ricoveri in ospedale. I medici diagnosticarono un carcinoma polmonare. Pochi mesi di vita. Nonostante tutto, a chiunque si informasse della sua salute, Carla rispondeva: "“Sto bene! Con Gesù si sta sempre bene! ". Un giorno di quella primavera andò in parrocchia portando al collo una vistosa sciarpa rossa. A chi le domandò il motivo di quella scelta rispose: “ Sono felice io, e non voglio dare agli altri pensieri tristi. Voglio portare gioia e allegria”. Domenica 2 aprile 1970 viene trasferita in una clinica di Rimini, dopo essere stata nell’Ospedale di Bologna. Ricevette l’Unzione degli infermi e disse ai presenti: “ Non soffro più. Sto assai bene… Eccolo, è il Signore che viene e mi sorride. Arrivederci in Cielo!”. Il suo volto si compose nella pace, sorridente. Ormai contemplava Dio. Tutta Torre Pedrera si raccolse intorno a lei per dirle grazie! Il suo Vescovo si vide subito riempire il Seminario di vocazioni.
Con la sua vita di consacrata nel mondo, con la sua offerta, Carla Ronci aveva realizzato il suo sogno: irradiare Gesù nelle anime, offrirsi per il mondo, diventare “madre” di sacerdoti santi, promuovere e sostenere le vocazioni. Ora Carla riposa nella sua chiesa parrocchiale, conosciuta, amata e pregata in ogni parte del mondo. E’ avanzata la causa per la sua Beatificazione: Carla è una luminosa apostola del nostro tempo, testimone felice di un Sì detto a Dio per il mondo. Chi desidera ricevere informazioni, |